Didattica ludica: il gioco è una cosa seria
Una classe di scapestrati: mai fermi, mai in silenzio, a volte persino con un mazzo di carte sul banco. Che fare? Non lasciarli mai fermi, mai in silenzio, a volte persino con un mazzo di carte sul banco. Sempre più insegnanti sperimentano didattica ludica nella scuola secondaria. Quando il gioco è una cosa seria...
 
Nella storia dell’umanità, il gioco è sempre esistito; come rituale religioso, come intrattenimento, come opera d’arte, come forma d’apprendimento. Fil rouge del gioco in ogni sua configurazione sembra essere una certa dose d’imprevisto, che forse è quello che rende il gioco tanto coinvolgente anche nella sua applicazione in classe. Ma oltre a intrattenimento e coinvolgimento, c’è molto altro.
 
«Il gioco è una cosa seria. Anzi, tremendamente seria.» (J. P. Richter)
Giochi di strategia, giochi di ruolo, giochi di squadra, giochi d’improvvisazione… Gioco vuol dire tante cose, e giocare richiede altrettante capacità e competenze. Proprio per questo, rielaborare metodi e concetti attraverso il gioco – a casa, a scuola, in azienda – consolida le conoscenze e attiva molteplici competenze.
 
Facciamo un esempio.
Ipotizziamo di dividere la classe in gruppi di 4-5 persone, e proponiamo loro un’escape room, gioco ormai molto diffuso anche in Italia. Secondo le regole del gioco, ogni squadra si trova chiusa in una stanza, e per uscire dovrà risolvere una serie di enigmi entro un certo tempo.
Uniti contro il gioco, spinti dall’adrenalina della competizione, i ragazzi saranno subito coinvolti. Ma c’è molto altro. Per vincere, la squadra dovrà sapersi organizzare e attivare un confronto costruttivo ed efficace (competenze sociali e civiche), dovrà essere in grado di comunicare, dovrà riuscire a tradurre in azione le idee e le soluzioni che ipotizzeranno (senso d’iniziativa e imprenditorialità), senza trascurare le conseguenze che ogni azione potrebbe determinare (competenze logico-matematiche). A seconda poi delle prove che saranno proposte alla squadra, si può spingere sulle competenze logico-matematiche, sull’espressione creativa (consapevolezza ed espressione culturale), sulle competenze digitali o quelle linguistiche (comunicazione in lingue straniere).
 
Come in ogni gioco, ci vogliono delle regole.
S’intenda: giocare non significa fare quello che si vuole, senza alcun controllo. Giocare significa avere delle regole e rispettarle. Solo così il gioco può essere davvero divertente e efficace.
 
di Viviana Grassi