Perché la sostenibilità in un libro di scienze
Natura, ecologia, sostenibilità: nasce Un pianeta nelle tue mani, un corso per la Secondaria di Primo Grado completamente nuovo dove lo studio delle scienze si accompagna a un'attenzione continua allo sviluppo sostenibile. Che senso ha un libro così? E soprattutto, serve parlare di sostenibilità ai ragazzi? Lo abbiamo chiesto a chi l'ha inventato: Isabella Pratesi del WWF.

     Isabella, già il titolo del corso, Un Pianeta nelle tue mani è un richiamo evidente al senso di responsabilità... è giusto?

Sì, è proprio così. È un titolo che amo molto. L’idea mi è venuta ricordando ciò che disse Neil Armstrong nel primo viaggio verso la Luna: “All’improvviso mi resi conto che quel piccolo puntino azzurro era la Terra. Alzai il pollice e chiusi un occhio e la Terra scomparve dietro il mio dito... Non mi sentii un gigante ma molto molto piccolo”. Anch’io, tutte le volte che penso alla Terra, la immagino persa nello spazio infinito e mi sento tanto piccola.

Oggi, però, sappiamo che quella straordinaria “pallina blu” che si muove nell’Universo infinito è incredibilmente fragile. Le risorse che abbiamo utilizzato per crescere, svilupparci, conquistare gli oceani e lo spazio, sono arrivate al limite. Abbiamo alterato il clima, distrutto molti ecosistemi,

ridotto drasticamente la biodiversità, inquinato quello che mangiamo e respiriamo.

Mettere la Terra nelle nostre mani vuol dire avvicinarci a lei con amore, comprenderne gli straordinari meccanismi, conoscerne le leggi, intuire connessioni e adattamenti, ma significa soprattutto insegnare ai ragazzi che abbiamo tutti la responsabilità di proteggere e custodire questo affascinante pianeta blu che è la nostra unica, casa comune.

 

     Anche la scelta della copertina, il volto di una ragazza diviso a metà con un elemento naturale, immagino vada in questo senso…

Certamente. Vuol far capire – e lo studio delle scienze lo dimostra in modo evidente – che tutti noi siamo incredibilmente connessi al mondo della natura. Noi “siamo natura” e proteggere la natura è l’unico modo che abbiamo per proteggere noi stessi. E non è un caso che su tutte e tre le copertine sia stata scelta una ragazza... il futuro del pianeta è in gran parte nelle mani delle donne, delle ragazze di oggi, che possono rappresentare un nuovo paradigma di vita e di custodia.


     Oggi si parla tanto di “sostenibilità”. È una parola molto usata ma in fondo anche poco capita. Se lei dovesse in poche righe parlarne ai ragazzi, come racconterebbe la sostenibilità?

La racconterei come ho fatto nell’opera Un pianeta nelle tue mani. Rappresentandola con una storia. Immaginiamo di essere un gruppo di amici che si mette in cammino seguendo una strada sempre dritta... se camminassimo per mesi e mesi e poi ancora per anni, anche andando dritti, compieremmo un percorso circolare, ritrovandoci alla fine al punto di partenza. Se durante il viaggio non abbiamo prestato attenzione al modo di utilizzare le risorse della natura, le abbiamo depredate, inquinate, distrutte o esaurite, troveremmo davanti a noi un cammino dominato dal degrado e non più in grado di sostenere le nostre vite.

Tutti i cammini in natura sono circolari e quello che facciamo, giusto o sbagliato, lo ritroviamo sulla nostra strada. Comportarsi in maniera sostenibile vuol dire essere consapevoli di ciò e gestire le risorse in maniera da ritrovarle sempre, in un viaggio che non finisce mai.

La nostra vita sul pianeta è un cammino che dobbiamo percorrere tutti nella maniera più sostenibile possibile.


     Questi concetti così importanti, ma anche se vogliamo così astratti, come sono stati declinati in un percorso di scienze?

Niente di più facile! Basta lasciare parlare la scienza. Ogni tema, ogni capitolo hanno offerto la possibilità di un “aggancio” alle tematiche della sostenibilità, che abbiamo chiamato “Il mondo nelle nostre mani”: in questa rubrica abbiamo proposto ai ragazzi un “taglio” di lettura delle scienze molto innovativo, cercando di far capire come la biodiversità, il cibo, l’energia, l’acqua, ma anche il sistema endocrino, la genetica facciano parte della loro vita quotidiana e del loro futuro.

Non solo perché sono temi di cui oggi si discute molto a livello globale, ma soprattutto perché, come persone e come cittadini, devono acquisire la consapevolezza delle loro responsabilità e di come dai loro comportamenti dipenda la tutela o la distruzione di un bene comune.

L’inquinamento, la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici rischiano di compromettere il loro presente e il loro futuro. Questo non è giusto e i ragazzi hanno la possibilità di invertire la rotta. Ma per farlo devono prima capire. In questa sfida contano in modo determinante gli insegnanti. I testi cercano di dare stimoli e “aprire le finestre” della conoscenza verso aspetti che non possiamo più permetterci di trascurare. È importante però che gli insegnanti diano gambe a veicolino questi temi aiutando i ragazzi a vivere in maniera più sostenibile, proteggendo la loro salute e il loro futuro.

Da parte nostra abbiamo cercato di accendere la curiosità dei ragazzi, arricchendo la didattica con numerosi contenuti che li facciano “innamorare” delle scienze e della natura, suscitino il loro entusiasmo e il desiderio di conoscerne l’incredibile diversità, stimolando la loro voglia di sapere.

Nelle rubriche “Le meraviglie della scienze” parliamo di epigenetica, di pet terapy, di deficit di natura, di bioluminescenza, di ferormoni, di corridoi ecologici, di parchi nazionali e di tanti altri argomenti che possono essere utili per introdurre le lezioni, sollecitando la curiosità e l’interesse degli studenti.


     Lei pensa che questo sia il momento giusto per parlare ai ragazzi di sostenibilità e futuro? Non rischiamo di preoccuparli più di quanto non faccia già la realtà che li circonda?

Un aspetto fondamentale del nostro approccio alle scienze è stato quello di illustrare i problemi del nostro pianeta partendo da dati oggettivi ed evidenziando che esistono le soluzioni e che queste soluzioni sono anche alla portata di tutti. Il futuro dei nostri ragazzi è un futuro di responsabilità, cura e di attenzione, ma anche di economia circolare, green jobs, gestione sostenibile delle risorse naturali, nuove start up e innovazione: si tratta di strategie già in atto, anche se sembrano ancora di nicchia.

Il nostro obiettivo è quello di prepararli, di motivarli e fare loro capire come lo studio delle scienze sia la base per fare scelte consapevoli sulle quali costruire – e dalle quali dipende – il loro futuro.

Riguardo ai tempi... non credo che ci siano tempi più maturi di questi! E ce lo insegnano proprio i ragazzi. Il movimento a difesa del clima lanciato da Greta Thunberg è un appello forte alla responsabilità di tutti nel proteggere la Terra. Dobbiamo tutti agire, anche con piccoli gesti.


     È un caso che l’opera sia perfettamente in linea con le raccomandazioni del MIUR e delle Nazioni Unite?

In parte è un caso e in parte non lo è. Era da tempo che nei libri di testo notavo la mancanza di spazi adeguati dedicati ai problemi del pianeta, alla sostenibilità, alla natura, all’innovazione e alla protezione della biosfera. I nostri ragazzi vivono in una realtà che è in continua evoluzione e noi, come adulti, abbiamo il dovere di dare loro le basi e gli strumenti per capire e agire in maniera responsabile verso l’ambiente, verso la società e verso se stessi. In fondo è questa la sostenibilità.

Quando il MIUR ha avviato il Piano per la sostenibilità, recependo il programma dell’Agenda 2030 dell’ONU con i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile, sollecitando le scuole a promuovere l’educazione alla sostenibilità e a fornire agli studenti gli strumenti per diventare cittadini responsabili, abbiamo capito che era arrivato il momento di dare il nostro contributo.

Proprio per questo motivo abbiamo dedicato il primo capitolo dell’opera a raccontare ai ragazzi, nel modo più semplice e diretto possibile, il valore della sostenibilità e come i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU siano indispensabili per dare alla Terra e ai suoi abitanti un futuro sostenibile ed equo.


     È soddisfatta del risultato?

Forse non dovrei dirlo io... ma sono veramente soddisfatta. Abbiamo fatto un passo importante verso una “narrativa” delle scienze che avvicini i ragazzi al destino del pianeta e al loro ruolo di cittadini partecipi e attenti.

Quando sono nata, nel 1964, eravamo sulla Terra poco più di 3,3 miliardi. Oggi siamo 7,8 miliardi e, secondo le previsioni, potremmo essere quasi 10 miliardi nel 2050. È evidente che potremo avere un futuro, solo se saremo in grado di custodire e proteggere il pianeta che ci accoglie. Dobbiamo fare il possibile per spiegare questo ai ragazzi. Non abbiamo alternative.

Ma ciò non significa che la scelta dello sviluppo sostenibile debba essere dettata solo dalla “necessità”. La natura, il nostro pianeta sono così straordinari e affascinanti che la loro conoscenza e la loro cura non possono non entusiasmarci, arricchirci e migliorare il nostro benessere. Ogni volta che penso ai grandi spazi terrestri, agli animali straordinari che li abitano, ma anche alla natura più vicina, quella che vive con noi in città, non sono solo incantata dalla bellezza e dalla perfezione, ma sento il desiderio e l’energia di trasmettere tutto questo ai più giovani. Questa ricchezza, questa bellezza appartiene soprattutto a loro.

Noi ne siamo stati cattivi custodi, ma possiamo invertire la rotta ricostruendo con i ragazzi un rapporto armonioso ed equilibrato tra l’uomo e il pianeta.