Imitare la subduzione con un esperimento
La litosfera terrestre è suddivisa in placche, incastrate tra loro come le tessere di un gigantesco mosaico. Queste sono in movimento, trascinate dagli spostamenti che si verificano negli strati sottostanti. Osservando la carta delle placche litosferiche della Terra, con l’aiuto di un semplice esperimento, è possibile individuare i segni lasciati dai fenomeni geologici che le caratterizzano.
Le placche litosferiche, dato che poggiano sullo strato plastico dell’astenosfera, sono in movimento: possono scontrarsi, allontanarsi o scorrere l’una a fianco all’altra. Nei punti in cui i margini delle placche convergono (margini convergenti), di solito si verifica subduzione. In questo processo, una delle due placche si incurva e scorre lentamente sotto l’altra, sprofondando nel mantello. La forma assunta dal margine delle placche è una traccia del loro movimento e dei fenomeni associati. Vediamo come interpretarla. La carta sottostante rappresenta il mosaico di placche che costituisce la litosfera.
- il margine tra la placca euroasiatica e quella indoaustraliana (dove si trova l’Indonesia);
- il margine tra la placca euroasiatica e quella delle Filippine (tra le Filippine e il Giappone);
- il margine settentrionale della placca del Pacifico (sotto le Isole Aleutine);
- il margine della placca dei Caraibi;
- il margine della placca delle Sandwich (a sud della placca sudamericana);
- il margine della placca egea (in corrispondenza della Grecia).
Il processo di subduzione conseguente alla convergenza di due placche oceaniche. È visibile il piano di Benioff.
