Riforma Istruzione tecnica e professionale. Al via il 4+2 dal prossimo anno (26-27)

È operativa la Riforma dell'istruzione tecnica e professionale secondo il modello del 4+2: 4 anni il diploma superiore (invece di 5), in diretto collegamento con 2 anni di specializzazione negli ITS Academy.

L'obiettivo del MIM è offrire un percorso formativo più specializzato e in linea con le esigenze del mercato del lavoro.

 

Al via dall'anno scolastico 26-27

La riforma, attualmente operativa come sperimentazione in 171 istituti, è in vigore dall'avvio dell'ano scolastico 26-27.

Decreto del 25/02/20/25 che attua gli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 144/2022, modificando l'ordinamento dell'istruzione tecnica e professionale (definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi ).

 

Aspetti chiave della Riforma

  • Modello 4+2: il percorso prevede quattro anni di scuola superiore (con programmi rimodulati) seguiti da due anni negli ITS Academy, garantendo una formazione specializzata. 
  • Diploma e prosecuzione: il diploma quadriennale, ottenuto dopo un anno in meno, è equivalente a quello quinquennale per l'accesso al mondo del lavoro, agli ITS e all'Università. Dà accesso diretto agli ITS, senza prove in ingresso. Il percorso forma figure professionali chiamate “tecnologi”, capaci di combinare competenze tecniche e gestionali.
  • Didattica: riduzione delle ore di materie generali, laborialità (con maggiore compresenza tra docenti teorici e insegnanti tecnico-pratici ITP), potenziamento delle materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e delle lingue straniere, con possibilità di proporre alcune discipline in modalità CLIL e programmi di mobilità e tirocini all’estero.
  • Connessione con le imprese: le aziende collaborano alla progettazione dei percorsi; si prevede la presenza di esperti del settore in aula e ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tra gli strumenti i “Patti educativi 4.0”, accordi territoriali tra scuole, università, imprese e centri di ricerca per condividere risorse e progettare percorsi innovativi, anche nell’ambito scuola-lavoro.

 

Due settori e una riorganizzazione degli indirizzi
L'istruzione tecnica resta suddivisa in due macro-settori:  economico e tecnologico-ambientale (ex tecnologico).

Settore economico

  • Amministrazione, finanza e marketing, con le articolazioni Relazioni internazionali per il marketing e Sistemi informativi aziendali
  • Turismo, beni culturali e ambientali.

Settore tecnologico-ambientale

  • Meccanica, meccatronica ed energia
  • Trasporti e logistica (con articolazioni che spaziano dalle costruzioni aeronautiche alla conduzione di apparati marittimi)
  • Elettronica ed elettrotecnica
  • Informatica e telecomunicazioni
  • Grafica e comunicazione
  • Chimica, materiali e biotecnologie
  • Sistema moda
  • Agraria, agroalimentare e agroindustria
  • Costruzioni, ambiente e territorio.

 

Quadri orari
Il decreto interviene sui quadri orari distinguendo tra:
• area di indirizzo generale, comune a tutti gli indirizzi
• area di indirizzo flessibile, differenziata per indirizzo e articolazione.
Particolarmente rilevante è la quota oraria affidata all’autonomia scolastica: a partire dalle classi prime, le ore a disposizione nell'anno saranno 66, crescendo via via fino a 231 ore nell'ultimo anno di corso. Inoltre, si incrementa il monte ore di compresenza nei laboratori, con estensione anche agli indirizzi del settore economico.

Scritto da: S. Gadda, F. Franchi ©2026 Atlas
Crediti: 1411477984/iStock
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