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Fatto con l'IA? Due attività per allenarsi all'analisi delle fonti

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Riconoscere immagini video e audio generati con l'IA? Ora si può, o quantomeno abbiamo uno strumento in più. Chi mette in circolazione contenuti generati con l'IA, infatti, dovrà dichiararlo.
Dove troviamo questa informazione? Due attività per allenare la classe all'analisi delle fonti digitali, per prevenire mistificazioni e allenare il pensiero critico.

 

Attività 1
Guida di classe: ispezionare un file e scovare l'Intelligenza Artificiale

Controllare la carta d'identità di un file (immagine, video, audio o testo) è il primo passo quando si ha a che fare con una fonte digitale.

Ecco come fare in 3 mosse. Segui le tappe dell'indagine per scovare se il tuo contenuto è stato realizzato con l'IA.
Durata: 20 minuti
Tabella per tracciare l'analisi della fonte:  scarica qui

 

🔎 Passo 1: L'ispezione visiva dei "bollini" sulle piattaforme

Occhio al contesto! Prima di accedere a una fonte, bisogna tener conto delle informazioni relative alla sua origine (chi l'ha prodotta, quando, come e perché), desumibili spesso dal contesto in cui la fonte è stata rinvenuta o viene conservata. Vale per le fonti tradizionali e anche per quelle digitali. 

Prima di copiare o scaricare un file, osserva dove si trova sul web o sui social network.

  • Cosa fare: cerca informazioni sull'autore del file, per valutare l'attendibilità; insieme all'autore o al suo posto, cerca brevi testo o etichette grafiche automatiche che fanno riferimento all'intelligenza artificiale (anche IA o AI).
  • I segnali: cerca diciture standard come "Generato con IA", "AI generated" o l'icona con le stelline (questa ✨), diventata un simbolo internazionale dell'IA; può essere usata tale e quale (tre stelline) ma potresti trovare anche una sola stellina o colori diversi. 
    Piattaforme che rispettano l'AI Act mostrano questo bollino in modo visibile.

 

📁 Passo 2: Analisi dei Metadati su Windows e Mac

Ogni file è associato a dei dati che ne descrivono le caratteristiche essenziali: sono i metadati, una sorta di carta identità che chiarisce quando e da chi è stato creato il file, quando è stato modificato l'ultima volta, il formato, il peso, gli strumenti usati per generarlo e eventuali informazioni sul copyright e i diritti di utilizzo.

  • Cosa fare: se hai scaricato il file sul computer della scuola o sul tuo PC, puoi leggere questi dati "nascosti" senza usare programmi extra.

Su Windows:

  • Clicca con il tasto destro sul file.
  • Seleziona Proprietà in fondo al menu.
  • Apri la scheda Dettagli in alto.

Su Mac:

  • Clicca sul file e premi la combinazione di tasti Cmd + I (oppure tasto destro > Ottieni informazioni).
  • Espandi la sezione Ulteriori informazioni.

 

  • Cosa cercare: scorri le voci "Autore", "Programma software" o "Modello fotocamera". Se vedi nomi di algoritmi (es. DALL-E, Midjourney, Stable Diffusion) o la dicitura Synthetic Media, la fonte è artificiale. Dai un occhio anche alle informazioni sulla proprietà del file e i diritti di utilizzo: questi campi non sono sempre compilati, ma possono fornire informazioni preziose.

 

🛠️ Passo 3: utilizzo dei lettori di filigrane digitali (Watermark)

Hai portato a termine i passi 1 e 2 ma sei lungi da una granitica certezza? addentriamoci in passaggi per detective di una certa esperienza.

In base all'IA Act, il regolamento europeo sull'IA, immagini e video prodotti con strumenti di IA generativa devono avere una filigrana digitale che permette di distinguerne l'origine artificiale: un po' come le banconote, solo che in quel caso la filigrana ci garantisce che sono autentiche, mentre qui che l'immagine è artificiale!

I watermark dell'IA sono invisibili a occhio nudo perché scritti nel codice dei pixel o delle frequenze audio. Per leggerli servono strumenti specifici.

  • Cosa fare: utilizza un sito di verifica accreditato o software Open Source indicati dal Codice di Pratica europeo.
  • Come funziona: si trascina il file nella finestra del browser. Il software decodifica la firma crittografica nascosta e mostra un semaforo verde (origine umana certificata) o rosso (presenza di filigrana IA). 

Attività 2
Glossario interattivo

Fake, deepfake, watermark: quanti termini da tenere a mente! Imparali giocando.

Durata: 5 minuti

 

 


Cosa abbiamo imparato

Ora sai se il contenuto che hai tra le mani (immagine, video, audio) è stato prodotto con l'intelligenza artificiale. Applica questi passaggi quando devi usare un file come fonte per informarti, imparare e fare ricerche. 

Se è frutto dell'IA, non significa che non è utile o valido. Infatti, un contenuto può essere generato con cura, revisionato da esseri umani esperti di un tema (che lo correggono e migliorano) e può ispirarsi alla realtà senza per questo pretendere di renderla fedelmente (proprio come un'illustrazione o un racconto fantastico). Tuttavia, alza le antenne. E tieni a mente tre regole auree:

  • il contenuto che guardi/ascolti è una "ricostruzione" più o meno fantasiosa della realtà, non registra la realtà per quella che è davvero
    Chi usa l'IA spesso imita la realtà, ma la tua fonte non è certamente né una fotografia dal vero, né registrazione video di qualcosa che è realmente accaduto né un audio registrato dal vivo a un concerto o mentre una persona parla.
  • un file può essere prodotto con l'IA senza che sia dichiarato: è illegale, ma accade.
  • valuta sempre la provenienza dell'informazione, cioè del file: l'immagine che trovi su siti ufficiali di musei, enti di ricerca, editori, ad esempio, proviene da un contesto certo e attendibile, a differenza di siti personali, canali social e siti commerciali che potrebbero diffondere informazioni false, a volte anche senza rendersene conto.
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