10 ottobre: giornata del contemporaneo
Il 10 ottobre si celebra la Giornata del Contemporaneo. Giunto alla 22ª edizione, l’evento nasce dalla collaborazione tra AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, e il Ministero della Cultura. L’obiettivo è promuovere la conoscenza dell’arte contemporanea italiana nella varietà delle sue esperienze e dei suoi linguaggi.
Edizione 2026: Geografie della contemporaneità
Il tema dell’edizione 2026 è “Geografie della contemporaneità”. L’idea di fondo è che il mondo di oggi cambia di continuo. I territori, le comunità e le identità delle persone non restano sempre uguali: si trasformano attraverso incontri, scambi e a volte anche conflitti. Possiamo immaginare il presente come una carta geografica in movimento, che si ridisegna ogni giorno. In questo percorso l’arte ci aiuta a osservare la realtà con occhi critici e a scoprire nuovi modi di interpretarla.
Celebrala in classe: un'attività breve che "lascia il segno"
Molti musei aprono le porte a docenti e studenti con attività e mostre dedicate. Ma la Giornata del Contemporaneo si può celebrare anche in classe, esplorando con gli studenti le nuove forme dell’arte partecipata e digitale.
Come? Per il 2026 proponiamo un’attività semplice e originale che, in pochi passaggi, ci rende parte di un esperimento artistico collettivo.
L’attività che vi proponiamo fa parte dal lavoro di DIWO (Draw It With Others, “disegnalo con gli altri”), tramite il duo artistico Chaeyoung Kim e Francesco Luzzana. Al centro della loro ricerca c’è il disegno inteso come pratica libera, condivisa e open source: un modo per far nascere storie, immaginari, prototipi ed espressioni, ma anche per riflettere insieme su temi come l’autorialità, i confini e la collettività. Le loro opere si basano sulla partecipazione: anche noi possiamo lasciare il segno e scoprire con la classe le tendenze e ricerche artistiche dei nativi digitali.
Cosa fare in pratica
Dal link sotto vai a SVG-re-draw, un’area di disegno collaborativo che si basa sul concetto di riuso. Ogni segno tracciato da qualcuno può essere ripreso, spostato e trasformato da altri. Il disegno non appartiene più a un solo autore: diventa un’opera in continua evoluzione, costruita a più mani. Ragazzi e ragazze alla LIM o in autonomia possono creare un disegno (mediante il bottone "Draw new") o scegliere di modificare e animare un disegno esistente traslandone i pezzi. Ognuno lascia un piccolo segno, ma sulla lavagna compaiono via i contributi di persone diverse, creando una rete di interazioni ed esperienze da classe a classe, da ragione a regione. il disegno diventa linguaggio comune, e la tecnologia diventa uno spazio in cui sperimentare nuove forme dello stare insieme.
Contributo dopo contributo, alla lavagna appare una mappa collettiva e mutevole del presente, fatta di segni, pensieri e immaginari diversi.
SVG-re-draw è un progetto open source. Il suo codice sorgente, cioè le istruzioni scritte dagli artisti per far funzionare l’applicazione, è pubblico. Chiunque può leggerlo, studiarlo, modificarlo e riutilizzarlo, nel rispetto della licenza scelta dagli autori. È la stessa logica del riuso su cui si fonda l’opera: come un segno sulla lavagna può essere ripreso e trasformato da altri, anche lo strumento che lo rende possibile è aperto alla trasformazione.
Questo permette alla scuola di fare un passo ulteriore: non solo usare l’opera, ma costruire a partire da essa una lavagna collaborativa della classe o dell’istituto. È un’occasione concreta di lavoro interdisciplinare tra arte, tecnologia e informatica, in linea con le Linee guida per le discipline STEM del Ministero.
Il progetto può essere coordinato dall’insegnante di Informatica o di Tecnologia, magari insieme all’animatore digitale. Il suo compito è guidare la classe nell’esplorazione del codice, disponibile su GitLab, e nella sua installazione sulla rete della scuola. Attorno al progetto può nascere un piccolo gruppo di lavoro aperto anche a studenti appassionati e genitori con competenze specifiche. Così la Giornata del Contemporaneo diventa il punto di partenza di un percorso che continua per tutto l’anno: un’opera d’arte che la scuola fa propria, trasforma e restituisce alla comunità.