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Artemisia Gentileschi, Caravaggio, i caravaggeschi

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Roma, inizi del Seicento: siamo nella bottega di un importante pittore della città capitolina, Orazio Gentileschi. Vicino a lui, la figlia lo guarda lavorare, affascinata. Con pazienza e dedizione Orazio asseconda il desiderio di emulazione della figlia. Un gesto per nulla scontato nel Seicento in Europa. La bambina, che si chiama Artemisia, mostrerà presto un talento eccezionale. La sua storia, segnata da grandi doti artistiche e da una faticosa emancipazione, è ancora oggi di ispirazione.
Per le classi, è un'inconsueta porta di accesso al Seicento: un secolo di forti contrasti sociali e caratterizzato da un arte chiaroscurata e grandiosa. 

 

Caravaggio e i caravaggeschi

In quegli anni, Roma è il centro del mondo, un cantiere a cielo aperto dove la polvere dei marmi antichi si mescola al fumo delle candele nelle taverne.

A dominare la scena è la figura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Egli rompe con la tradizione del passato: non cerca più la bellezza ideale, ma la verità nuda e cruda. I suoi modelli sono persone comuni (popolane, mendicanti, pellegrini dai piedi sporchi) che diventano santi e martiri sulle tele, immersi in un'oscurità densa squarciata da luci violente e teatrali. 
Questa rivoluzione, fondata sul naturalismo e sul contrasto tra luce e ombra, travolge i pittori della città. Nasce così il fenomeno dei caravaggeschi: artisti che, stregati dalla sua tecnica, decidono di dipingere "dal naturale". Tra questi c'è proprio Orazio Gentileschi, che rielabora la lezione di Caravaggio con una raffinatezza più limpida e colori preziosi, quasi setosi. 
 

Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi cresce respirando questa atmosfera elettrizzante.

Da Caravaggio impara l'uso drammatico della luce e la capacità di rendere i corpi solidi e tangibili, ma vi aggiunge una carica emotiva e una violenza psicologica del tutto personale. Se Caravaggio aveva inventato un nuovo linguaggio, Artemisia lo usa per gridare al mondo la propria forza, trasformando il realismo del maestro in una potente narrazione di riscatto. La sua pennellata è vigorosa e materica, capace di restituire la concretezza dei tessuti, dai velluti pesanti alle sete cangianti, la tensione dei corpi: Artemisia dipinge il corpo femminile "da dentro", con una comprensione profonda dello sforzo fisico e della tensione muscolare.

Le composizioni sono caratterizzate da una regia drammatica serrata, dove lo spazio è spesso compresso per proiettare lo spettatore direttamente nel cuore dell'azione, rendendo la violenza o il dolore non semplici decorazioni, ma esperienze vive e palpitanti.
Tra le prime artiste donne ad essersi guadagnata un posto nella storia dell'arte canonica, è progressivamente diventata un'icona del femminismo. La sua storia tormentata e il suo genio, infatti, ci ricordano che non ci sono strade che le donne e gli uomini non possano percorrere, al di là degli stereotipi e dei pregiudizi, anche se la strada della libertà può essere dolorosa. E la sua stessa arte, nel disvelarci le passioni dell'animo, porta al centro figure femminili che sfidano le convenzioni e i ruoli imposti da una società dominata dagli uomini.

 
Indicazioni didattiche per chi insegna
Il tema è sviluppato secondo una struttura modulare che permette di calibrare il grado di approfondimento, selezionare gli argomenti e valorizzare aspetti più propriamente sociologici, artistici o architettonici

L'apprendimento è supportato da video, slide, visite interattive e da numerose proposte di attività che guidano alla comprensione, favoriscono la rielaborazione dei contenuti e aprono a collegamenti tra le discipline. In particolare i test interattivi in formato Google Moduli permettono di valutare immediatamente le abilità di base (comprensione dei contenuti), mentre le proposte di lavoro e di ricerca guidano alla piena acquisizione delle competenze della Scuola Secondaria di Secondo Grado e alla preparazione all'Esame di Stato. 

La piattaforma ®Padlet permette di usare la lezione su qualsiasi tipo di dispositivo individuale (computer, tablet, smartphone) e di classe virtuale semplicemente condividendola mediante link. I test in Google Moduli possono essere scaricati e integrati nella propria classe virtuale per un immediato feedback sull'andamento della classe e dei singoli studenti.

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