Dillo con un albo. La guerra

La guerra (Salani, 2020) di José Jorge Letria, illustrato da André Letria: un albo illustrato per riflettere sulla perdita di umanità che la guerra porta con sé, ma anche un invito alla responsabilità e alla speranza.

 

“La guerra è la pace dei forti e la morte dei deboli.” (José Jorge Letria, La guerra)

Parlare di guerra significa affrontare uno dei temi più difficili, ma anche più necessari della storia umana. La guerra è un conflitto armato tra popoli, Stati o gruppi, in cui la violenza diventa lo strumento per risolvere contrasti politici, economici, religiosi o territoriali. È un fenomeno antico quanto la civiltà stessa: da sempre, l’umanità ha costruito e distrutto, ha cercato potere e dominio, ma anche difesa e libertà.
La storia dell’umanità può essere letta, purtroppo, anche come una successione di guerre: dalle prime lotte tra città antiche alle guerre mondiali del Novecento, fino ai conflitti che ancora oggi colpiscono molte regioni del mondo. Ogni epoca ha avuto le sue ragioni e le sue giustificazioni, ma il risultato è quasi sempre lo stesso: sofferenza, perdita, distruzione.
Oggi, più che mai, è importante capire che cos’è la guerra: non solo per conoscerne le cause storiche, ma per svelare i meccanismi alla base dei conflitti e capire come costruire strumenti di pace. La guerra non è qualcosa di lontano: anche se a volte accade in luoghi che non vediamo, le sue conseguenze arrivano ovunque, attraverso i media, le migrazioni, le crisi economiche e ambientali.
Parlare di guerra significa anche parlare di scelte, responsabilità e diritti: capire come nascono i conflitti, come si alimentano e, soprattutto, come si possono evitare. Studiare la guerra tuttavia non significa accettarla come inevitabile, ma imparare a riconoscerne le logiche per scegliere il suo opposto: la pace. La pace non è solo assenza di guerra, ma una condizione fatta di rispetto, dialogo e giustizia. È un equilibrio fragile, che richiede impegno da parte di tutti.

Per entrare nel tema con sensibilità e profondità, la lezione propone la lettura dell’albo illustrato La Guerra di José Jorge Letria, con le immagini potenti e poetiche di André Letria.
In questo albo, la guerra non viene descritta con date o battaglie, ma attraverso metafore e immagini che ne mostrano la crudeltà, l’assurdità e le conseguenze sulle persone e sulla natura. Ogni pagina è una riflessione sulla perdita di umanità che la guerra porta con sé, ma anche un invito alla responsabilità e alla speranza.

 

 Destinatari: Secondaria di Primo Grado

➲ Clicca sul pulsante per accedere ai materiali.

 
L'albo illustrato come supporto alla didattica

L’albo illustrato, tradizionalmente percepito come un prodotto destinato all’infanzia, rappresenta in realtà uno strumento didattico di grande valore anche per ragazze e ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado. La forza comunicativa delle immagini, unite a testi spesso essenziali e polisemici, permette di attivare processi di lettura multilivello che stimolano la riflessione critica, l’interpretazione e la discussione collettiva.

In una fase delicata come quella della preadolescenza, l’albo illustrato offre a ragazzi e ragazze un linguaggio immediato e inclusivo, capace di coinvolgere anche chi incontra difficoltà con i testi più complessi. Le illustrazioni non semplificano il contenuto, ma aprono varchi interpretativi: consentono di avvicinarsi a temi disciplinari (storia, geografia, educazione civica, scienze) o di attualità (migrazioni, diritti, ambiente) attraverso una mediazione narrativa e visiva che facilita la comprensione senza rinunciare alla profondità.

Dal punto di vista metodologico, l’uso degli albi illustrati si presta a diversi approcci:

  • lettura condivisa in classe, con pause di osservazione e discussione;
  • analisi guidata delle immagini, utile per sviluppare competenze visive e interpretative;
  • attività laboratoriali, in cui il testo diventa stimolo per scrittura creativa, rielaborazioni grafiche, dibattiti o collegamenti interdisciplinari.

Proporre un albo illustrato a studenti e studentesse di questa fascia d’età contribuisce inoltre a ridurre gli stereotipi legati ai generi testuali e a valorizzare la lettura come esperienza plurale, dove parola e immagine dialogano in maniera complementare. È un modo per educare a una cittadinanza culturale più ampia, che riconosce diversi linguaggi come strumenti legittimi per interpretare e raccontare il mondo.


©Atlas 2025 Materiali e attività a cura di E. Belingheri e G. Pellegrini, docenti e autrici del corso Vie aperte (Geografia per la Scuola Secondaria di primo Grado, Atlas 2024). Coordinamento: S. Gadda. Redazione: G. Baccanelli. 

Scritto da: Eleonora Belingheri, Giulia Pellegrini ©Atlas 2026
Crediti: deagreez1/Depositphotos; Mahmoud Sulaiman/Unsplash
Ti potrebbe interessare
Che cosa sta succedendo nello Yemen? La lezione digitale.
Che cosa sta succedendo nello Yemen? La lezione digitale.
Elezioni amministrative in Italia
Elezioni amministrative in Italia
Fast fashion: che fine fanno i vestiti che non mettiamo più?
Fast fashion: che fine fanno i vestiti che non mettiamo più?