Henri Matisse: il colore tra corpo e spirito
Il 3 novembre 1954 si spegneva l'artista Henri Matisse, esponente di spicco dei Fauves. Questa lezione, si propone come un viaggio all'interno dell'arco della sua ricerca artistica, da affrontare attraverso l'analisi di opere realizzate a quarant'anni di distanza: dalle grandi tele della gioia di vivere, La danza e La musica conservate all'Ermitage, alla progettazione della Cappella del Rosario a Vence, dove luce e colore incontrano la sacralità.
Henri Matisse (1869-1954) è spesso ricordato, nella pratica scolastica, come il "leader" dei Fauves o il pittore dei colori squillanti. Ma la portata dell'artista francese va ben oltre queste semplici etichette: nel corso della sua lunga carriera, Matisse ha trasformato il colore in un dispositivo spaziale capace di modificare la percezione di chi guarda.
Questa lezione si propone come un percorso nella parabola artistica del maestro del colore francese attraverso il confronto tra i pannelli monumentali dell'Ermitage (La danza e La musica, 1910) e la Cappella del Rosario a Vence (1948-1951). In quarant'anni di distanza, il filo conduttore resta identico: l'eliminazione del superfluo e la ricerca di un'arte che sia, per usare le parole dello stesso Matisse, «un lenitivo, un calmante cerebrale», un luogo in cui l'osservatore entra con tutto il corpo.
☉ Destinatari: studenti e studentesse della Secondaria di Secondo Grado
Il punto di partenza (1910)
La vitalità pagana, dionisiaca, affidata al ritmo dei corpi e a tre soli colori puri, concepita per accompagnare lo sguardo di chi saliva le scale del palazzo moscovita di Sergej Ščukin, collezionista d'arte e committente delle due grandi tele.
Esplora la sala dell'Ermitage di San Pietroburgo dove sono conservate le due opere, quindi rispondi alle domande proposte.
Rispondi:
- Osserva le dimensioni delle tele rispetto allo spazio della stanza. Che effetto fa trovarsi circondati da figure umane a grandezza superiore al naturale?
- In queste tele Matisse effettua una radicale economia cromatica: quali colori utilizza e in che modo? Cosa puoi dire del chiaroscuro e della prospettiva?
- Metti a confronto le due tele: in quale predomina la dinamicità, in quale la staticità? Quale effetto produce, su chi osserva, il movimento o la sua assenza?
- Le due opere non nacquero per stare in un museo, bensì sullo scalone d'onore della villa di Ščukin a Mosca. Come cambia la percezione di queste figure se immaginate mentre si sale una rampa di scale?
Il punto d'arrivo (1951)
A distanza di quarant'anni dalle opere moscovite, un Matisse anziano, costretto su una sedia a rotelle dopo un tumore, progetta a Vence un'intera architettura: vetrate, ceramiche, arredi sacri, casule sacerdotali. La Cappella del Rosario a Vence rappresenta la decantazione totale della vecchiaia, dove il colore non è più steso con il pennello, ma ritagliato nella carta (papiers découpés) e trasformato in luce che attraversa le vetrate di uno spazio sacro.
Leggi l'approfondimento sulla Cappella del Rosario a Vence, quindi svolgi l'attiva proposta di seguito.
Attivati: dopo aver letto l'approfondimento, cerca una o più immagini della Cappella del Rosario progettata da Matisse e realizza un'analisi dell'opera utilizzando le tue conoscenze sulla biografia, le tecniche e lo stile dell'artista. Posiziona sugli elementi dell'immagine (vetrate, decorazioni, ecc.) dei placemark (o dei post-it, se lavori su carta) e abbinali a dei brevi testi di analisi.
Tiriamo le fila
Per concludere la lezione, due proposte per recuperare e attivare quanto appreso fino a qui.
1. Tavola sinottica comparativa
A gruppi di tre, compilate la tabella di confronto e analisi critica proposta di seguito sulle opere analizzate nel corso della lezione:
| Parametro critico | La danza / La musica (1910) | Cappella del Rosario a Vence (1951) |
| Tecnica (supporto e materia) | ||
| Natura del colore | ||
| Dimensione etico-spirituale | ||
| Coinvolgimento del pubblico |
2. Restituzione critica
Per concludere, una domanda-stimolo su cui discutere a voce con l'intera classe:
Matisse ha sempre cercato di togliere dettagli per arrivare all'essenziale. Guardando queste due opere estreme della sua carriera, l'astrazione e la semplificazione delle forme allontanano dalla realtà o aiutano a comprenderne il significato più profondo?