Biomi a rischio: l'Artide
Riconoscere immagini e audio generati con l'IA
Valutare le fonti è da sempre un nodo cruciale per chi fa ricerca e insegna, ma l'arrivo dell'IA generativa ha complicato il quadro. Si può distinguere un'immagine generata con l'IA da una reale?
Dal 2 agosto abbiamo uno strumento in più: entra in vigore, infatti, il Codice europeo contro deepfake e frodi digitali, che prevede watermark e bollini per il tracciamento dei contenuti sintetici. Di cosa si tratta? Cosa significano questi termini e come aiutare studenti e studentesse a orientarsi tra le fonti digitali?
La scuola davanti alla trappola dei contenuti sintetici
Negli ultimi mesi i docenti si trovano a correggere ricerche scritte da algoritmi opachi o a gestire le tensioni di immagini alterate che circolano nelle chat di classe.
All’inizio del 2026, la diffusione incontrollata di immagini manipolate tramite sistemi come Grok di Elon Musk ha dimostrato quanto sia facile inquinare il dibattito pubblico e l'ecosistema scolastico. Non parliamo più solo di semplici "copia e incolla" da Wikipedia, ma di una manipolazione profonda della realtà: finti storici che divulgano tesi errate su TikTok o scienziati digitali che presentano dati inventati.
Per chi insegna, la sfida non è più solo verificare le fonti, ma educare alla distinzione tra ciò che è umano e ciò che è artificiale.
La risposta dell'Unione Europea: tracciare la generazione con IA
Per arginare questa deriva, l’Unione Europea ha attivato le contromisure.
A partire dal 2 agosto, entrano ufficialmente in vigore le norme previste dall’Articolo 50 dell’AI Act, la legge europea sulle intelligenze artificiali, anche se i sistemi già presenti sul mercato avranno tempo fino al 2 dicembre 2026 per adeguarsi.
Il documento ufficiale di riferimento per l'applicazione di queste norme è il nuovo Codice di Pratica (Code of Practice), sviluppato da un team di esperti indipendenti, tra cui Dino Pedreschi dell’Università di Pisa.
Questo manuale operativo, presentato in anteprima, serve a tradurre i vincoli di legge in azioni tecniche ed è attualmente nella sua fase di recepimento e adozione. L’obiettivo è chiaro: obbligare chi produce e usa l'IA generativa a prendersi le proprie responsabilità, rendendo trasparente ogni interazione digitale.
Scuola, fonti e trasparenza algortimica
Per chi insegna, l'introduzione di queste normative offre uno strumento importante per la scelta e analisi delle fonti.
Comprendere la provenienza di un testo o di un'immagine, infatti, non è più un tecnicismo informatico, ma un passaggio necessario e metodologico ogni volta che si analizza una fonte a scuola, sia durante una ricerca di storia sia nell'analisi di un testo di attualità. Anche per questo, oggi l'alfabetizzazione all'IA e il tema delle fonti è parte integrante dell'insegnamento di Educazione civica e delle Indicazioni Nazionali del MIM per la Scuola Secondaria.
Generato dall'AI? Dove reperire l'informazione
Reperire le informazioni sull'origine di un file diventa parte dell'analisi di una fonte. Ci permette di sapere, infatti, se è frutto dell'intelligenza artificiale. Ma come fare?
Tutti noi, e gli studenti soprattutto, dovranno imparare a dare peso all'informazione quando è esplicita e ad ispezionare i file quando l'informazione non leggibile dagli esseri umani.
Le piattaforme social, i motori di ricerca e i siti, infatti, integreranno "bollini" grafici automatici (come l'icona "AI-generated").
Nei file scaricati sul computer, i dettagli saranno scritti nei metadati (le proprietà nascoste del file). Basterà fare clic con il tasto destro sul file, selezionare "Proprietà" o "Informazioni" e verificare i campi relativi alla provenienza e ai software di creazione utilizzati.
Qualche dettaglio su immagini, video e audio: come funziona
- Le immagini e i video: visivamente i file multimediali potrebbero non mostrare alterazioni evidenti a occhio nudo per preservare l'opera d'arte o il contenuto. Tuttavia, incorporeranno obbligatoriamente un watermark, cioè una filigrana digitale) Si tratta di una marcatura crittografica e invisibile inserita direttamente nei pixel. Anche se l'immagine viene ritagliata o compressa, speciali software di verifica e i browser web saranno in grado di leggerla e mostrare all'utente l'avviso di origine sintetica: quest'informazione comparirà come testo leggibile nei motori di ricerca, negli archivi di immagini e nei siti.
- Gli audio: i file vocali o i podcast generati da IA conterranno filigrane acustiche impercettibili all'orecchio umano, ma rilevabili dai player multimediali, in modo da comparire come icona o testo leggibile sui siti da cui fruiamo il contenuto. In alternativa, gli audio saranno accompagnati da informative sul prodotto chiare ed esplicite prima dell'ascolto (es. un messaggio sonoro o testuale introduttivo).
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Pensate per ragazzi e ragazze, utili per tutti.
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Scritto da: ©2026 Atlas/Silvia Gadda
Immagini e grafiche: ©2026 Atlas
L'illustrazione inserita nella grafica di apertura è stata realizzata con il sussidio dell'intelligenza artificiale.
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